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	<title>migliore amico dell&#039;uomo Archivi - Happy Care</title>
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	<description>Prodotti elettromedicali per animali</description>
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		<title>Come funziona l&#8217;olfatto degli animali?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff Happy Care]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 11:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come funziona l&#8217;olfatto degli animali? Qual è il segreto dell&#8217;olfatto degli animali? Perché loro &#8220;sentono&#8221; odori che noi non percepiamo? Tutta questione di recettori olfattivi. Vi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come funziona l&#8217;olfatto degli animali?</h2>
<h3>Qual è il segreto dell&#8217;olfatto degli animali? Perché loro &#8220;<em>sentono</em>&#8221; odori che noi non percepiamo? Tutta questione di recettori olfattivi.</h3>
<p style="font-style: inherit;">Vi siete mai chiesti come mai <strong> alcuni animali hanno l&#8217;olfatto più sviluppato di quello degli esseri umani? </strong> Come fanno a sentire odori che il naso umano non riesce a percepire?</p>
<p style="font-style: inherit;">I cani, per esempio, <strong>riescono a sentire l&#8217;odore di altri cani che si trovano lontani da loro </strong>o il profumo di fiori, di cibo e tanto altro ancora che noi non riusciamo a sentire né tanto meno vedere. Questo accade perché gli esseri umani hanno nel naso un numero di <strong>recettori </strong>(le cellule che servono a mandare al cervello i segnali olfattivi che poi vengono tradotti in odore), di gran lunga inferiore a quello degli animali: <strong>5 milioni contro 220 milioni dei cani</strong>.</p>
<h3 style="font-style: inherit;">I recettori olfattivi</h3>
<p style="font-style: inherit;">Come funzionano i recettori? Per capirlo dobbiamo seguire il percorso dell&#8217;aria. Nel momento in cui entra nel naso attraverso le narici, <strong>l&#8217;aria si imbatte in uno spesso strato di cellule formato da milioni di recettori dell&#8217;olfatto</strong>. Essi si diramano attraverso il bulbo olfattivo, che può essere paragonato a <strong>un polpo</strong> con mille tentacoli e che, in pratica, mette in contatto il cervello con l&#8217;atmosfera.</p>
<p style="font-style: inherit;"><strong>Quando un recettore cattura un odore, manda subito un impulso al cervello,</strong> che traduce l&#8217;impulso in una sensazione olfattiva.</p>
<h3 style="font-style: inherit;">Il segreto del super-naso</h3>
<p style="font-style: inherit;">Ma perché i cani (e alcune volte anche noi umani, se sono abbastanza intensi) sentono odori che si creano lontano o sono prodotti da cose così distanti o nascoste che non si vedono neppure? La spiegazione è semplice<strong>: gli odori sono delle molecole volatili.</strong> Ecco perché se il vento proviene dalla direzione di una torta appena sfornata&#8230; il profumo raggiunge immediatamente il naso. Mentre se, al contrario, il vento proviene da dietro e la fonte dell&#8217;odore è davanti a noi di noi non percepiamo alcun odore.</p>
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		<title>I consigli per difendere i gatti dal caldo estivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff Happy Care]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 14:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="ASommario">Il grande caldo è arrivato e se noi umani ci possiamo difendere sudando molto, o restando al fresco dell&#8217;aria condizionata, la tolleranza al caldo del nostro micio, invece, si abbassa!</h2>
<h3 class="ASommario">Come difendere i gatti dal caldo estivo e garantire loro un&#8217;estate più fresca e rilassante?</h3>
<div id="AContent" class="AText">
<p>Le razze feline più a <b>rischio caldo</b> sono quelle a <b>pelo molto folto</b>. Esempi? Maine Coon, il Norvegese delle foreste e soprattutto il Persiano, non solo per la folta pelliccia ma anche per il musetto schiacciato che impedisce loro di disperdere bene il calore!</p>
<h4>Il caldo in realtà è una sofferenza per tutti i nostri amici gatti!</h4>
<p>Ecco, allora, qualche consiglio per rendere la loro estate più vivibile e confortevole (consigli che vanno bene anche per i cani).</p>
<h4><strong>1) Acqua fresca cambiata regolarmente:</strong></h4>
<p>che sia fresca ma non fredda, e preferibilmente corrente, perché più pulita, e non stagnante in un recipiente.</p>
<h4><strong>2) Se possibile, usate un ventilatore al posto dell&#8217;aria condizionata: </strong></h4>
<p>il ventilatore va orientato verso l&#8217;alto, per creare uno spostamento d&#8217;aria che non sia traumatico per il gatto.</p>
<h4><strong>3) Zampette bagnate: </strong></h4>
<p>i polpastrelli servono ai gatti per abbassare la loro temperatura corporea. Per questo è buona pratica <b>bagnar loro le zampe con acqua fresca</b> o con un panno umido.</p>
<h4><b>4) Attenzione alla macchina:</b></h4>
<h4>non lasciate i gatti (o i cani!) soli nell&#8217;abitacolo dell&#8217;auto senza che ci sia una corretta aerazione. Nemmeno per pochi minuti e nemmeno con il finestrino abbassato. <b>Il rischio del colpo di calore è dietro l&#8217;angolo!</b><br />
<strong><br />
</strong><strong>5) Dare un taglio:</strong></h4>
<p>se il pelo è troppo lungo, può essere una buona idea accorciarlo un po&#8217;. Ma non troppo: la pelle dei gatti a pelo chiaro è altrettanto chiara e per questo la <strong>possibilità di scottarsi</strong>, se il pelo è troppo corto, aumenta.</p>
<h4><b>6) Tende e persiane chiuse e tapparelle abbassate:</b></h4>
<h4>nelle ore più calde è meglio che i gatti si trovino in un ambiente fresco e ombreggiato.<br />
<strong><br />
7) Cuccia sopraelevata:</strong></h4>
<p>sollevare la cuccia di qualche centimetro per risparmiarsi un po&#8217; di calore del pavimento e permette la circolazione dell&#8217;aria.</p>
<h4><strong>8) Occhio all&#8217;alimentazione: </strong></h4>
<p>prediligere gli alimenti non secchi o creare per loro degli speciali ghiaccioli. Dite alla mamma di mettere del brodo di manzo, pollo o pesce e pezzetti della carne corrispondente dentro un contenitore in plastica della misura adatta alla bocca del vostro micio oppure mettere a congelare dell&#8217;acqua con pezzetti di frutta.</p>
</div>
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		<title>I cani e i “falsi miti”: è tutto vero oppure no?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff Happy Care]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 10:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cani e i “falsi miti”: è tutto vero oppure no? Avrete sicuramente sentito qualche leggenda metropolitana sui nostri amici a quattro zampe ma… siete sicuri<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>I cani e i “falsi miti”: è tutto vero oppure no?</strong></h1>
<h2>Avrete sicuramente sentito qualche leggenda metropolitana sui nostri amici a quattro zampe ma… siete sicuri che sia tutto vero?</h2>
<h3>Se avete a che fare con i cani, perché ne possedete uno o perché semplicemente li amate e vivete in contatto con il loro mondo, prima o dopo vi sarete imbattuti nei “falsi miti” che circondano i nostri amici pelosi. Vero o falso spesso non è rilevante, perché in fin dei conti “dicono tutti così” quindi va bene.</h3>
<p>Ecco il motivo per cui molte leggende metropolitane non vere hanno contribuito a creare una falsa reputazione per i nostri Fido.</p>
<ul>
<li>
<h4>Un cane che scodinzola è felice</h4>
</li>
</ul>
<p>Agitare forsennatamente la coda è spesso espressione di gioia per un cane ma lo scodinzolio è dettato dall’eccitazione, che può non essere legata alla felicità. Per comprendere il vero stato d’animo del cane è bene anche osservare la postura e i suoi atteggiamenti nel complesso (occhi sbarrati, ringhi…)</p>
<ul>
<li>
<h4>I Dobermann sono cani che impazziscono</h4>
</li>
</ul>
<p>Il Dobermann è un cane forte e intelligente, che è stato impiegato nel corso delle due guerre mondiali soprattutto per recuperare i feriti. Nell’immaginario collettivo però, dicerie varie e la sua indole nervosa, gli hanno attaccato addosso una cattiva fama che spesso si riflette sulla paura che il cane impazzisca, nel corso del settimo anno d’età, a causa del cranio piccolo che “pressa” il cervello. Il tutto non è mai stato dimostrato scientificamente.</p>
<ul>
<li>
<h4>Il naso umido del cane dice che sta bene</h4>
</li>
</ul>
<p>No, il naso umido ci fa capire solo che il cane è ben idratato.</p>
<ul>
<li>
<h4>Cane grande = Casa grande</h4>
</li>
</ul>
<p>Che il nostro Fido stia meglio in una casa con un angolo verde dove correre libero non viene messo in discussione, ma la verità è che un cane, indipendentemente dalle dimensioni, può vivere benissimo in un appartamento. Chiaramente starà meglio con qualche passeggiata in più all’aria aperta e ci sono razze canine che si adattano meglio di altre alla vita in casa, ma se il desiderio di un cane in famiglia è molto, la mancanza del giardino non vi deve condizionare.</p>
<ul>
<li>
<h4>Un anno canino equivale a sette anni umani</h4>
</li>
</ul>
<p>Non è proprio così. Al primo anno del cane ne corrispondono circa 15 umani, al secondo ne corrispondono circa 9/10 e gli anni successivi possono variare in base alla taglia del cane.</p>
<ul>
<li>
<h4>I cani vecchi non imparano più</h4>
</li>
</ul>
<p>Non solo i cuccioli possono imparare. I cani piccoli sono più predisposti ma i cani anziani continuano ad apprendere e degli insegnamenti costanti mantengono la loro mente attiva nel corso degli anni.</p>
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		<title>Il legame emotivo fra uomo e cane</title>
		<link>https://www.happycare.it/il-legame-emotivo-fra-uomo-e-cane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff Happy Care]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 13:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Paleolitico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il legame emotivo fra uomo e cane Riesumando una tomba contenente  i resti di un uomo e un cane gravemente malato, uno studio ha portato gli<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il legame emotivo fra uomo e cane</h1>
<p>Riesumando una tomba contenente  i resti di <strong>un uomo e un cane</strong> gravemente malato, uno studio ha portato gli scienziati a considerare l’idea che i cani siano stati i migliori amici dell&#8217;uomo fin dalle origini della domesticazione, risalente agli <strong>anni del Paleolitico</strong>.</p>
<h2><strong>Un antico legame?</strong></h2>
<h3>Andiamo agli inizi del &#8216;900, ad Oberkassel, un sobborgo di Bonn in Germania, quando un gruppo di operai scoprì una tomba&#8230;</h3>
<p>Al suo interno si scoprirono i resti di un <strong>cucciolo di cane</strong>, di un <strong>uomo</strong> e di una <strong>donna</strong>, oltre a una grande quantità di oggetti decorati realizzati a partire da corna, ossa e denti, risalenti <strong>a circa 14 mila anni fa</strong>.</p>
<p>Si tratta della <strong>più antica tomba</strong> in cui esseri umani e cani sono sepolti insieme, che fornisce alcune delle più antiche evidenze di domesticazione.</p>
<h4>Il veterinario, archeologo e dottorando dell&#8217;Università di Leida Luc Janssens ha studiato approfonditamente i resti del cucciolo e ha notato che era malato e qualcuno si era preso cura di lui.</h4>
<p>Il cucciolo aveva circa 28 settimane quando è morto.</p>
<p>Alcuni segni sui denti rivelano che il cane aveva probabilmente contratto il cimurro a circa 19 settimane di vita e che potrebbe aver sofferto di due o tre periodi di grave malattia della durata di cinque-sei settimane ciascuno.</p>
<p><em>Febbre</em>, <em>inappetenza</em>, <em>disidratazione</em>, <em>letargia</em>, <em>diarrea</em> e <em>vomito</em> sono i primi sintomi di cimurro.</p>
<p>Nel corso della terza settimana i <em>disturbi</em> diventano <em>neurologici</em>, e il cucciolo può avere delle convulsioni.</p>
<p><strong>Liane Giemsch</strong>, fra gli autori dello studio, ha evidenziato inoltre che il cimurro è una malattia che mette a rischio la vita, ed è caratterizzata da tassi di mortalità molto elevati.</p>
<p>Probabilmente il cane si è ammalato in modo grave fra le 19 e le 23 settimane di vita.</p>
<p>È probabile che l&#8217;intensa e prolungata <strong>assistenza</strong> e <strong>cura</strong> da parte dell&#8217;uomo l&#8217;abbiano portato a sopravvivere 28 settimane.</p>
<p>Probabilmente gli uomini hanno <strong>nutrito</strong> il cucciolo con acqua e cibo, hanno pensato alla sua <strong>pulizia</strong> e l&#8217;hanno <strong>mantenuto al caldo. </strong></p>
<p>Se non fosse stato curato in questo modo il cucciolo non sarebbe sopravvissuto.</p>
<h2><strong>Cuccioli preistorici?</strong></h2>
<p>Non sono noti l&#8217;epoca e il luogo esatti in cui ebbe origine la domesticazione del cane.</p>
<p>Sulla base dei pochi dati attuali è chiaro che almeno 15 mila anni fa i cani venivano addomesticati.</p>
<p>Non è noto, però, quando l’uomo abbia iniziato effettivamente ad addomesticarli: secondo alcuni addirittura <strong>circa 30 mila anni fa</strong>.</p>
<p>Molte delle <strong>teorie alla base</strong> dell’inizio<strong> della domesticazione</strong> dei cani si concentrano sulle attività compiute dall&#8217;uomo grazie all&#8217;aiuto dei cani stessi, come la <strong>caccia</strong>, la <strong>sorveglianza</strong> e la <strong>pastorizia</strong>.</p>
<p>I resti del cane rinvenuto a Oberkassel, tuttavia, ci permettono di ipotizzare che alcuni uomini del Paleolitico avessero, già a quell&#8217;epoca, <strong>un forte legame emotivo</strong> con questi animali.</p>
<p>Secondo gli autori dello studio, questo cucciolo rappresenta la prima evidenza nota di un cane <strong>tenuto per piacere e non per utilità</strong>, quindi considerato domestico.</p>
<p>La cura ricevuta quand&#8217;era malato e non poteva svolgere attività utili per l&#8217;uomo sembra essere stata guidata dalla compassione o dall&#8217;empatia.</p>
<p>Il fatto che questo cane sia stato trattato con tale cura rivela molto sul comportamento umano.</p>
<p><em><strong>Questo legame speciale fra esseri umani e cani sembra essere nato in seguito all&#8217;evoluzione del lupo in cane domestico, avvenuta durante il Paleolitico.</strong></em></p>
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